Risalita del fiume Tanaro

Il fiume che scompare e riappare

Il 14 e 15 luglio 2007 è stata effettuata la prima risalita dell’ultimo tratto del fiume Tanaro, da Ponte di Nava alla sorgente posta a quota 1970 m. nel bosco delle Navette. Alberto Folli, Angelo Bixio, Mauro Olivieri, appassionati membri del gruppo “Verso l’ Origine” hanno effettuato la risalita in puro stile Streambed Trekking, cioè camminando dentro il fiume.

Si è scelto di risalire questo torrente per il suo grande valore naturalistico e la bellezza ambientale in cui il fiume discende. Una valle ricca di verde e boschi e pareti rocciose a picco che le conferiscono un aspetto alpino particolarmente suggestivo. Il Tanaro è il fiume che per quasi tutto il suo percorso discende in territorio piemontese e solo da Ponti di Nava fino al paese di Upega, determina il confine tra la provincia di Imperia e la provincia di Cuneo.

La risalita si è svolta in 21 ore di cammino, divise in 2 giornate, per un superamento di dislivello di circa 1120 m. Il primo tratto del fiume si presenta con una conformazione abbastanza larga, piatta, con il superamento di piccole conformazioni rocciose libere, in un’alternanza, di laghetti e balze. In prossimità della confluenza a sinistra con il torrente Tanarello, si è presentata la prima difficoltà con il superamento di pozze abbastanza profonde, in una gola particolarmente suggestiva. Da questo punto il fiume Tanaro cambia nome per diventare torrente Negrone che richiede il superamento di blocchi rocciosi liberi di grande divertimento, in un ambiente dove ci si sente completamente raccolti e chiusi dentro al suo letto. Dopo 10 ore di cammino, a 1 Km da Upega, attraverso un sentiero si guadagna la strada. Punto di arrivo del primo giorno e di partenza del secondo. Nota piacevole: vi consigliamo di andare a mangiare a Viozene i famosi ravioli del ristorante la Tramontana.

Il giorno dopo, la partenza si presenta subito affascinate svolgendosi nella zona delle Fascette. Un profondo intaglio scavato nella roccia, con passaggi avvincenti, per circa 200 m., fra guadi a livello collo, arrampicate su massi imponenti e risalite di piccole cascate. Improvvisamente il fiume scompare, e per circa 300 mt, si getta nelle viscere della terra. Nell’ultima pozza, sono visibili gorgoglii e rigurgiti di acqua come sorgenti sotterranee. Percorrere questo tratto è come camminare sulla spina dorsale del torrente, dove manca la carne. Si procede in un silenzio irreale che accompagna attraverso gallerie naturali e massi da superare. Rocce raccontano, con le loro forme levigate, di quando il fiume passava a cielo aperto. Ad un tratto, ci si presenta davanti la grande gola delle Fascette, che per un tratto di 100 mt risulta invalicabile con pareti di oltre 20 mt levigate e inaccessibili. Trovando una via di salita lungo la falesia si guadagna la strada provinciale per poi riscendere vicino al paese di Upega. A questo punto il torrente sempre più diventa un rigagnolo, si  guadagnano così le case di Nivorina e Varcona, per poi girare a sinistra e superare il bellissimo bosco delle Navette ela strada che porta al Colle dei Signori. Dopo 50 m., ci si trova di fronte alla sorgente. E’ bello allora voltare lo sguardo a sud e scorgere il mare.

Vi invitiamo tutti a provare queste emozioni immersi in una natura pressoché incontaminata.

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