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Lo Streambed Trekking consiste nel camminare dentro al letto di un torrente restando quanto più possibile nell’acqua o comunque nel suo greto e nel suo cuore. Si procede camminando, nuotando o cercando un passaggio arrampicandosi sulle rive. Se le condizioni sono tali da non riuscire a proseguire (passaggi di roccia difficili o corrente troppo forte) si aggira l’ostacolo sui pendii adiacenti.

La tecnica di progressione è libera: si può procedere cercando di non bagnarsi o di non bagnarsi troppo (come può accadere nelle stagioni fredde), si può cercare il gioco dell’arrampicata scegliendo passaggi più complessi, così come si può scegliere di procedere con molti passaggi in acqua. La progressione nel torrente, che è poi un mix delle situazioni sopra indicate, è cambiata negli anni anche in relazione all’attrezzatura disponibile. L’utilizzo di sacche stagne ha consentito di massimizzare i passaggi in acqua e, al tempo stesso, ha ridotto  l’uso di materiale alpinistico.

A seconda dei luoghi, della stagione e della durata del percorso, possono variare tanto le tecniche di risalita quanto l’equipaggiamento necessario. Oltre all’attrezzatura solitamente in uso per chi frequenta la montagna e, nel caso, vi pernotta in tenda, segnaliamo l’importanza di avere indumenti di facile asciugatura, meglio se a gamba e maniche lunghe per proteggere da eventuali graffi e scarpe strutturate per la protezione del piede con suola antiscivolo (calzature per la corsa in montagna, pedule leggere, scarponcini o scarpe più tecniche e specifiche come quelle usate dai torrentisti o con feltro anti sdrucciolo sotto la suola). Nello zaino devono trovare posto un asciugamano e indumenti di ricambio, oltre ad acqua potabile e cibo leggero e ipercalorico per il recupero delle energie perse nello sforzo e nel ripetuto contato con l’acqua. Per prudenza portare anche una pila frontale e un telino isotermico.

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Si tratta, in genere di un’attività per la bella stagione, da maggio a ottobre. L’inverno regala però emozioni particolari e richiede di indossare una muta che consenta libertà di movimento.

Per il superamento di eventuali difficoltà alpinistiche si rimanda all’attrezzatura specifica e a norma in uso per l’arrampicata (corda, imbrago, moschettoni, discensori, rinvii, fettucce, ecc.). L’uso dei bastoncini da trekking è una preferenza soggettiva. Di certo sono molto utili quando si tratta di camminare in acqua su fondo accidentato, in presenza di corrente e in assenza di sassi affioranti a cui appoggiarsi. Sono d’intralcio (conviene chiuderli e riporli) in tratti dove prevale l’arrampicata o dove occorre superare a nuoto tratti lunghi.

Lo Streambed Trekking non è solo un nuovo tipo di sport, ma un modo originale per vivere l’avventura e la scoperta dell’ambiente dal punto di vista inconsueto del torrente. Per fare Streambed Trekking è necessario avere pratica di escursionismo in montagna e una buona acquaticità. Analogamente alla montagna, il torrente non è un luogo da cui è possibile uscire in ogni momento. Occorre quindi essere in buona salute e consapevoli delle difficoltà del percorso relativamente alle proprie caratteristiche personali.

Occorre poi distinguere tra Streambed Trekking d’esplorazione e d’accompagnamento. Il primo consiste nell’affrontare un percorso nuovo essendo pronti alle necessarie fatiche e alle difficoltà che il torrente può mettere sul cammino. Lo strambe Trekking d’accompagnamento si svolge invece su percorsi selezionati per essere alla portata di quasi tutti e per la particolare bellezza che possono offrire ai risalitori. Qui il torrente offre un combinato disposto di suggestione e bellezza, senza rinunciare a quel pizzico di sfida e di adrenalina.

In questi 11 anni abbiamo accompagnato persone di ogni tipo: dai bambini agli adolescenti, dalle famiglie a gruppi eterogenei, dagli alpinisti in libera uscita a signore in cerca di relax. Tutti hanno espresso la loro soddisfazione per la particolare esperienza realizzata. Siamo soliti dire che, in particolari condizioni e luoghi, è possibile coinvolgere in questa pratica a persone “dai 6 ai 60 anni” (il limite è naturalmente soggettivo e dipende dalle caratteristiche personali e dal tipo di percorso scelto). Le difficoltà, commisurate alla persona, conferiscono soddisfazione e rafforzano l’autostima.

Si tratta di un’avventura a portata di mano, che non richiede di andare in luoghi esotici e che è bello condividere tra amici, in gruppo o nella dimensione familiare. Un’occasione per condividere un’esperienza con i figli adolescenti.