Nell'estate del 2006 è
stato effettuato il primo streambed trekking del torrente Argentina
(IM).
Mauro Olivieri, Vincenzo Genduso, Alberto Folli e Guido Conforti
hanno ripercorso l'intero corso d'acqua, dallo sbocco in mare ad
Arma di Taggia fino alla sorgente posta a quota 2.090 sotto la cima
del M. Saccarello. Il trekking è stato portato a termine
in circa 50 ore di cammino e arrampicata, suddivise in due tranche
tra il 2 e 4 giugno (da Arma di Taggia a Loreto) e tra il 23 e 24
settembre (da Loreto alla sorgente). Con l'occasione è stata
raccolta una significativa documentazione fotografica sullo stato
dell'ambiente fluviale, sulla flora, la fauna e le attività
umane che insistono sul corso d'acqua. É stato anche possibile
testare il materiale idoneo per le specifiche condizioni di questa
nuova disciplina sportiva, tra cui particolari calzature in neoprene
prodotte dalla Tecnica.
Era un nostro sogno provare a vedere e forse a capire la nostra
Valle da un altro punto di vista, non più dalla strada Provinciale
che per buona parte percorre nelle vicinanze il corso del fiume,
e che si scorge celato ora tra boschi di castagne e carpini o roccia
scoscesa, ma, da dentro il fiume, in una prospettiva nuova e inconsueta,
dove la luce del sole entra con timidezza a dipingere il verde delle
fronde, la trasparenza delle acque e i paesi lassù arroccati
sul pendio.
Durante il percorso abbiamo incontrato 45 ponti che nel tempo gli
uomini hanno costruito perché il corso dell’acqua,
oltre alla vita, non portasse anche la lontananza.
Ponti di pietra e ponti di calcestruzzo, ponti di ferro e ponti
di legno, ponti alti e ponti rasenti, ricoperti di rampicanti, inspiegabilmente
ancora integri nonostante i secoli oppure diroccati, ridotti a un
paio di piloni mozzati. Da quei ponti spesso qualcuno si fermava
a vederci passare. Matti o mezzi matti, avrà pensato, oggigiorno
non si sa più cosa inventare per passare il tempo. Ma noi
non ci siamo sentiti per nulla eccentrici, almeno nel senso di cercare
qualcosa di diverso per pura distrazione. Al contrario, eravamo
lì non per dimenticare, ma per scoprire; non per scappare,
ma per trovare un’altra faccia dell’essere nostro e
dell’ambiente in cui viviamo quotidianamente. Una faccia non
meno autentica di quella che siamo soliti vedere, che merita di
essere svelata.
Il percorso può essere realizzato integralmente per gli interi
5 giorni con l’appoggio di strutture di ristoro come ristoranti
e alberghi disseminati nella Valle, e il rifugio Verdeggia o in
piccoli tratti di un giorno o due.
Trovare l’avventura a un passo da casa, nelle cose proprie,
usuali, quotidiane, comuni.
Inventarsi una sfida, immaginarsi il nuovo e costruirlo con metodo,
provare fino a che punto con le proprie forze si è in grado
di farcela. É questo che ci ha stimolato a condividere con
altri un idea, un bisogno, una volontà, un tempo, un luogo,
ma che và sempre affrontato con attenzione e preparazione.
Farsi parte di un tutto complesso, di un ambiente, di una storia
che ha anche dei lati nascosti, imprevedibili. La sorgente del torrente
Argentina è esattamente come uno si potrebbe immaginare:
uno zampillo minuscolo eppure già deciso, riconoscibile,
che si fa largo tra grigi pietroni e dopo poco già saltella
curioso verso il suo destino lontano. É qui che ci siamo
trovati in questo piccolo paradiso, dentro colori e profumi, ascoltando
la voce di un fiume che correndo verso il mare con il suo fragore
ci ha lasciato la voglia di quel silenzioso rumore.

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